Come un abito di cura sartoriale, così gli arredi di Osvaldo Borsani selezionati da Chichi Meroni per l’arabesque Design Gallery.
Progetti di interni inediti, realizzati agli inizi degli anni ’40 su committenza privata dell’upper class milanese, élite intellettuale illuminata e lungimirante, saranno in esposizione dal 4 al 10 settembre al civico 5 di Corso di Porta Vittoria.

Pezzi unici dalle impeccabili qualità, progettuale e costruttiva, spesso decorati dal lavoro di artisti esponenti delle più importanti avanguardie di quegli anni.
Borsani estrapola dal mondo della natura e dalla storia frammenti plastici che poi traduce in design: si incrociano e dialogano tra loro elementi d’arredo dai connotati “surreali” con pezzi dalle linee astratte e razionali, forme semplici e funzionali con mobili complessi a “réaction poétique”.

Arredi che suscitano una reazione, che non lasciano impassibili i fruitori, ma li coinvolgono in un sentimento, in “un’emozione poetica”.

Réaction poétique che si ritrova nello stesso isolato, a l’arabesque di Largo Augusto 10, nuovo spazio futuristico total white nato dall’idea fortemente creativa di Chichi Meroni, direttore creativo e designer del brand.
Uno store, una galleria, o forse un’installazione che infonde emozioni.

Uno scenario fluido dove non esistono angoli e dove linee ondulate si rincorrono in un continuo gioco di prospettive, dando forma a sette lune, frammenti di volta celeste che accolgono le collezioni moda di Chichi Meroni.
E come le fasi lunari raccontano le diverse forme assunte dalla parte illuminata della Luna, così, a rotazione sotto la cupola centrale, risaltano i pezzi di design più iconici de l’arabesque Design Gallery.

Il concept store verrà inaugurato in occasione della Design Week 2021, in concomitanza con l’esposizione dei mobili di Osvaldo Borsani e con l’apertura dell’attiguo l’arabesque Vintage Archive.